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PEDAGOGIA

TRA MEDIOEVO E MODERNITA'

L'affermazione dell'Umanesimo

Il Medioevo appare come un periodo lungo e oscuro della civiltà europea,durante il quale si sarebbe soltanto ''conservato'' il patrimonio intellettuale dell'età classica fino al ''risveglio'' che avrebbe dato l'avvio alla modernità.
Questa tendenza a svalutare il Medioevo cominciò a farsi strada con l'opera di alcuni intellettuali(poeti,letterati...) che animarono il vasto movimento poi definito con il termine ''Umanesimo''. Agli umanisti stessi si può far risalire l'approccio negativo nei confronti del Medioevo:furono proprio loro a diffondere un  atteggiamento di critica aspra della cultura medievale,specialmente nei suoi aspetti teologici, e l'esigenza correlativa di un pensiero nuovo e di una nuova concezione del mondo della vita.
L'età classica ha lasciato in eredità alle epoche successive una visione della realtà che è caratterizzata da una forte consapevolezza del valore unico dell'uomo tra tutti gli esseri dell'universo,un microcosmo che contiene in sé gli aspetti   migliori e più profondi della realtà.

Quando inizia l'Umanesimo?

Nella storiografia letteraria alcuni fanno risalire addirittura a Dante Alighieri l'avvio di motivi ''umanistici'' e ''rinascimentali'', soprattutto per via del contesto sociale ed economico della Firenze trecentesca nel quale l'opera di Dante si colloca.
Lo storico e il filosofo francese Etienne Gilson,ha messo in evidenza come l'atteggiamento umanistico dello stesso Petrarca si possa collocare in un sorta di continuità con il Medioevo stesso .
Il balsamico polemico di tutti gli intellettuali umanisti, fu la cultura nella quale in buona parte si era formato. Il primo movimento culturale della modernità sostenne ,le ragioni di un ritorno al passato idealizzato del'età classica,lontana molti secoli dal suo presente.
Dopo le opere di Tommaso d'Aquino o di Bonaventura da Bagnoregio,la cultura scolastica entrò in crisi. Questa evoluzione ebbe inizio con Duns Scoto e si conclude con i testi del francescano Guglielmo di Occam.
L'indebolimento della scolastica intesa come riflessione razionale sul divino allargò lo spazio per una linea di pensiero che affondava le sue radici nella tradizione patristica e che si prolungò nel Medioevo nella vasta letteratura monastica.
Fu nei monasteri che compì l'importante opera di conservazione del patrimonio della cultura latina classica.; i grandi auctores romani continuarono a essere letti lungo tutto il corso del Medioevo,insieme alle tradizioni latine dei grandi pensatori greci.
La conservazione della cultura latina era giustificata dalla consapevolezza che in essa erano contenute verità teologiche e morali che secondo alcuni trovavano compiuta espressione solo nella fede cristiana,senza essere in contrapposizione a quest'ultima. Del resto gli stessi grandi Padri della Chiesa avevano fatto tesoro di autori classici come Cicerone e Quintiliano.

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